💾**"Tensioni in Medio Oriente: L'Impatto dei Conflitti sui Prezzi del Petrolio"**
Giorno: 26 agosto 2024 | Ora: 09:22
La Crescita dei Prezzi del Petrolio in Seguito ai Conflitti in Medio Oriente
In seguito agli scontri tra Hezbollah libanese e Israele, i mercati globali mostrano segnali di tensione, con i prezzi del petrolio che potrebbero continuare a salire. Vivek Dhar, stratega delle materie prime minerarie e energetiche della Commonwealth Bank of Australia (CBA), ha avvertito che l'escalation dei conflitti in Medio Oriente rappresenta un rischio crescente per i prezzi del petrolio.
Il Conflitto Libano-Israele e l'Aumento dei Prezzi del Petrolio
Lo scorso domenica, le forze israeliane hanno lanciato attacchi “preventivi” contro Hezbollah dopo aver rilevato preparativi per un attacco su larga scala. Hezbollah ha negato le accuse e ha dichiarato di aver lanciato droni e razzi contro Israele in risposta all'uccisione di un suo comandante avvenuta un mese fa. Questo scambio di colpi ha spinto i prezzi del petrolio a rialzarsi: il WTI è aumentato dello 0,57% e il Brent dello 0,75% durante la giornata di lunedì.
Dhar ha sottolineato che, sebbene il mercato consideri che gli attacchi iraniani (inclusi quelli da parte di Hezbollah) possano danneggiare Israele senza scatenare un conflitto regionale più ampio, le reazioni di Israele sono altrettanto cruciali. Le risposte israeliane potrebbero includere attacchi alle forniture petrolifere iraniane, mettendo a rischio tra il 3% e il 4% dell'offerta globale di petrolio.
Le Differenti Opinioni sul Rischio di Guerra Totale
Tuttavia, Cedric Chehab, direttore generale di BMI e responsabile dei rischi globali, ha un'opinione diversa. Egli ritiene che gli scontri tra Libano e Israele non siano indicativi di una “guerra totale” imminente. In un'intervista, ha affermato che l'obiettivo di Hezbollah e dell'Iran è principalmente quello di intimidire, e non di provocare un conflitto su larga scala.
Chehab ha aggiunto che, nonostante esista il rischio di un'escalation, ci sono ancora margini per una de-escalation. Entrambi i leader, israeliani e iraniani, non desiderano che la situazione sfugga di mano. Ricordando che l'Iran ha un nuovo presidente non ancora testato, ha suggerito che la strategia di Teheran consista nel creare pressione su Israele senza necessariamente ricorrere a un confronto diretto.
Prospettive Future sul Conflitto in Medio Oriente
Nonostante Dhar condivida parzialmente la visione di Chehab, avverte che la situazione è delicata. Dopo l'assassinio del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, avvenuto il mese scorso a Teheran, l'Iran non ha ancora reagito contro Israele. Inoltre, i colloqui per un cessate il fuoco a Gaza non hanno portato a risultati positivi, il che rappresenta un segnale negativo per la stabilità della regione.
Dhar prevede che i prezzi dei futures sul petrolio Brent si attesteranno tra i 75 e gli 85 dollari al barile a settembre. Se le speranze di cessate il fuoco a Gaza dovessero diminuire e le possibilità di rappresaglie iraniane rimanessero elevate, i prezzi del petrolio potrebbero aumentare ulteriormente. Un conflitto più ampio in Medio Oriente potrebbe coinvolgere permanentemente l'Iran, costituendo un rischio significativo per le previsioni economiche.
In conclusione, la situazione in Medio Oriente continua a essere monitorata attentamente, con le tensioni tra i vari attori regionali che influenzano i mercati globali e i prezzi delle materie prime.