🟥 (Market Recap)"Oro a 4.340 dollari: il rally più forte in 40 anni!"
Giorno: 2026-01-02 | Ora: 04:31:54 Il prezzo dell'oro ha raggiunto circa 4.340 dollari l'oncia all'inizio del 2026, segnando la migliore performance annuale in 40 anni, con un guadagno del 65% nell'anno precedente. Questo aumento è stato accelerato dall'introduzione di dazi globali da parte degli Stati Uniti e da incertezze geopolitiche, aspettative di riduzione dei tassi d'interesse e acquisti delle banche centrali. I verbali della Federal Reserve indicano una disponibilità a ridurre la politica monetaria se l'inflazione diminuisce, ma i funzionari rimangono divisi su tempistiche e misure. Le tensioni geopolitiche, inclusi i conflitti Russia-Ucraina, continuano a influenzare il mercato.
Il prezzo dell'oro è salito a circa 4.340 dollari l'oncia nel primo giorno di contrattazioni del 2026, estendendo la sua performance annuale più forte in oltre quattro decenni.
Il metallo ha guadagnato circa il 65% nell'anno precedente, con un'accelerazione del rally a partire dalla fine di aprile, dopo che l'amministrazione statunitense ha introdotto dazi globali su larga scala.
Questo incremento è stato sostenuto da una persistente incertezza geopolitica, dalle aspettative di un abbassamento dei costi di prestito negli Stati Uniti, da un continuo acquisto da parte delle banche centrali e da un rinnovato afflusso in fondi negoziati in borsa legati all'oro.
Nel frattempo, i verbali della riunione di dicembre della Federal Reserve, pubblicati all'inizio di questa settimana, hanno mostrato una crescente disponibilità tra i responsabili politici a allentare la politica monetaria se l'inflazione continua a raffreddarsi, sebbene i funzionari siano rimasti divisi sul tempismo e sull'entità dei potenziali tagli dei tassi.
Le tensioni geopolitiche sono rimaste al centro dell'attenzione, poiché gli Stati Uniti hanno intensificato l'applicazione delle norme contro il commercio di petrolio del Venezuela, mentre i rinnovati attacchi Russia-Ucraina durante il periodo di Capodanno hanno preso di mira i porti del Mar Nero e le infrastrutture energetiche chiave.