🟨CRYPTO ANALISI: "Bitcoin crolla a $85.000: il mercato sotto pressione per fattori macroeconomici"
Giorno: 17 dicembre 2025 | Ora: 22:34 Il 15 dicembre, Bitcoin ha subito un forte calo, scendendo a $85.000 e annullando oltre $100 miliardi dalla capitalizzazione del mercato. Questo ribasso è stato influenzato principalmente dall'attesa per un aumento dei tassi della Banca del Giappone, che ha reso gli investitori cauti, costringendoli a vendere asset rischiosi come le criptovalute. A complicare la situazione, i trader hanno mostrato incertezza in vista di dati macroeconomici statunitensi, mentre Bitcoin ha infranto la soglia dei $90.000, causando liquidazioni forzate per oltre $200 milioni. La vendita massiccia da parte di Wintermute ha ulteriormente aggravato il calo, evidenziando che i fattori macroeconomici guideranno la direzione futura di Bitcoin.
Il 15 dicembre, Bitcoin ha subito un significativo calo, scendendo al livello di $85.000, un declino che ha annullato oltre $100 miliardi dalla capitalizzazione totale del mercato delle criptovalute in pochi giorni. Questo movimento ha sollevato interrogativi su una possibile conclusione della svendita.
Vari fattori hanno contribuito a questo ribasso, con il principale driver macroeconomico proveniente dal Giappone. L'attesa per un aumento dei tassi della Banca del Giappone ha spinto i mercati a una maggiore cautela, dato che un incremento, anche modesto, potrebbe influenzare notevolmente i mercati globali, in particolare quelli a rischio come le criptovalute. Negli ultimi anni, gli investitori hanno beneficiato di tassi di yen molto bassi per acquistare asset più rischiosi. Con l'aumento dei tassi, questi investitori sono stati costretti a vendere per coprire le loro passività in yen.
Inoltre, i trader hanno mostrato cautela in vista di una serie di dati macroeconomici statunitensi, inclusi quelli sull'inflazione e il mercato del lavoro. Nonostante la Federal Reserve abbia recentemente abbassato i tassi, ha anche indicato un approccio cauto riguardo ai futuri tagli, creando incertezza che ha influenzato negativamente la domanda speculativa per Bitcoin, riducendo la sua spinta verso livelli tecnici chiave.
La situazione è ulteriormente peggiorata quando Bitcoin ha infranto la soglia dei $90.000, portando a liquidazioni forzate di posizioni lunghe per oltre $200 milioni. Questo effetto meccanico ha fatto sì che il calo fosse rapido e marcato, piuttosto che graduale.
Il calo si è verificato anche durante il fine settimana, quando la liquidità è solitamente bassa. In queste condizioni, piccoli ordini di vendita possono avere un impatto significativo sui prezzi. Inoltre, la pressione è stata amplificata dalla vendita massiccia da parte di Wintermute, uno dei maggiori market maker del settore cripto, che ha scaricato Bitcoin per un valore stimato di oltre $1,5 miliardi, aggravando ulteriormente la situazione.
Guardando al futuro, la direzione di Bitcoin dipenderà principalmente da fattori macroeconomici piuttosto che da notizie specifiche del settore cripto. Se la Banca del Giappone confermerà un aumento dei tassi e i rendimenti globali continueranno a salire, Bitcoin potrebbe rimanere sotto pressione. Tuttavia, se i mercati si adatteranno a questa situazione e i dati statunitensi mostreranno segnali di debolezza, potrebbe esserci una stabilizzazione dopo la fase di liquidazione. Per ora, il sell-off del 15 dicembre rappresenta un aggiustamento guidato da fattori macroeconomici, piuttosto che un fallimento strutturale del mercato delle criptovalute, ma la volatilità non sembra destinata a svanire rapidamente.
https://www.tradingview.com/news/beincrypto:a92ba27a1094b:0-5-reasons-bitcoin-fell-to-85-000-and-why-more-downside-is-possible/